Lo Statuto   [2/2]
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Lo Statuto

Statuto della Citta' di Acireale

(Seconda Parte)

Adottato dal Consiglio Comunale con
deliberazione n. 28 del 17 marzo 1993
Esaminato dalla Commissione Provinciale di Controllo
di Catania nella seduta dell'1 aprile 1993 ed adeguato
alla relativa decisione


TITOLO V

UFFICI E PERSONALE

art. 42
Principi di organizzazione

  1. Le attivita' amministrative del Comune sono organizzate in uffici e servizi riuniti per settori funzionali secondo raggruppamenti di competenze adeguati all'assolvimento autonomo e compiuto di una o piu' attivita' omogenee; i settori hanno anche autonomia operativa e contabile che consenta impegni di spesa del dirigente responsabile, nei limiti della spesa autorizzata dalla Giunta.

  2. I settori sono individuati nello schema organizzativo approvato con deliberazione del Consiglio comunale assunta a maggioranza dei Consiglieri assegnati e possono essere coordinati fra loro per aree funzionali.

  3. Il regolamento organico determina la pianta organica per contingenti complessivi delle varie qualifiche e profili professionali, in modo da assicurare il maggior grado di mobilita' del personale in funzione delle esigenze di adeguamento delle strutture organizzative ai compiti ed ai programmi dell'Amministrazione, e puo' ulteriormente specificare le attribuzioni e i compiti dei dirigenti preposti ai diversi uffici o servizi e settori.

  4. Nel regolamento per il funzionamento degli uffici e dei servizi sono previste le modalita' per la identificabilita' del personale comunale e delle unita' organizzative del Comune.

 

art. 43
Organizzazione degli uffici o dei servizi e del personale

  1. Con dotazione organica la Giunta dispone il programma annuale contenente il numero complessivo delle unita' di lavoro, suddivise per qualifiche funzionali e profili professionali, di cui ciascun settore puo' fruire per lo svolgimento dei compiti attribuiti.

  2. La dotazione organica complessiva e' annualmente approvata dal Consiglio, sulla base della dotazione organica disposta per ciascun settore dalla Giunta e sulla base di una specifica nota sull'occupazione e la mobilita' del personale formulata dalla Giunta in relazione agli obiettivi programmatici.

  3. Ai settori sono preposti dal Sindaco, sentiti la Giunta comunale e il Segretario generale, dirigenti provenienti, di regola, dalle carriere comunali, scenti secondo il criterio del merito, della professionalita' e dell'esperienza; gli incarichi di direzione di area funzionale sono conferiti a tempo determinato a dirigenti di qualifica apicale, secondo le stesse modalita' e gli stessi criteri di scelta.

  4. nell'ambito dei contingenti complessivi delle varie qualifiche e profili definiti dalla pianta organica, le dotazioni di personale di ciascuna unita' organizzativa, sono suscettibili di adeguamento e di redistribuzione con provvedimento della Giunta comunale su proposta del Sindaco, sentito il Segretario generale, acquisito il parere della conferenza dei dirigenti e sentito il parere delle organizzazioni sindacali.

 

art. 44
Segretario generale e Vice Segretario generale

  1. Il Segretario generale, nel rispetto delle direttive impartitegli dal Sindaco, sovraintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l'attivita', ai fini del perseguimento degli indirizzi e delle direttive degli organi di governo del Comune. Il Segretario generale inoltre:
    a) cura l'attuazione dei provvedimenti adottati dagli organi competenti, vigilandone l'esecuzione sollecita e conforme da parte dei dirigenti responsabili;
    b) e' responsabile dell'istruttoria delle deliberazioni sottoposte alla Giunta e del Consiglio comunale e provvede ai conseguenti atti di pubblicita' ed esecutivita';
    c) partecipa alle riunioni della Giunta e del Consiglio comunale, curandone la verbalizzazione;
    d) esprime il parere di leggittimita' sulle proposte di deliberazione sottoposte alla Giunta e al Consiglio comunale, nonche' pareri, quando gli siano richiesti dagli organi di governo del Comune, in ordine alle iniziative ed atti riguardanti le competenze istituzionali degli stessi;
    e) sottopone al Sindaco, prima della predisposizione da parte della Giunta comunale del progetto di bilancio annuale, il piano delle assunzioni del personale, articolato per livelli e per figure professionali, formulato sulla base delle indicazioni espresse dalla conferenza dei dirigenti;
    f) puo' essere chiamato a presiedere le commissioni di gara;
    g) provvede altresi' alle autorizzazioni di congedo ordinario e straordinario, ai collocamenti in aspettativa ed alla irrogazione della censura nei confronti di dirigenti di qualifica apicale;
    h) fa parte di diritto alla Commissione di disciplina dell'Ente, ex art. 51, comma 10, legge 142/90.

  2. Il Segretario generale adotta gli atti di competenza dei dirigenti che, per qualsiasi ragione, non siano attribuitialla responsabilita' di un dirigente ovvero in caso di mancanza del posto.

  3. Il Vice Segretario ha il compito di coadiuvare il Segretario generale, nonche' di sostituirlo in via generale per tutte le funzioni ad esso spettanti in base alla legge, allo statuto o ai regolamenti, in caso di vacanza, assenza o impedimento.

 

art. 45
Attribuzione della funzione di direzione

  1. Le posizioni di responsabilita' di ufficio, di servizio e di settore, nonche' di alta specializzazione, possono essere ricoperte da personale dipendente dall'amministrazione di idonea qualifica funzionale, nonche' tramite contratto a tempo determinato qualora sia richiesta una rilevante esperienza acquisita in attivita' uguali od analoghe a quelle previste.

  2. La responsabilita' di direzione di settore e' attribuita a tempo determinato per un periodo non superiore a tre anni, salvo rinnovo espresso. Tutti i dirigenti possono essere rimossi anticipatamente dall'incarico, con un procedimento che garantisca il contraddittorio, e indipendentemente da eventuali specifiche azioni disciplinari, in caso di rilevanti inefficienze nello svolgimento dell'attivita' o nel perseguimento degli obiettivi assegnati. Il regolamento generale del personale determina i criteri di rotazione e di mobilita' dei dirigenti e dei responsabili di uffici e servizi.

  3. I posti a contratto di cui al comma 5 dell'art. 51 della legge n. 142 del 1990 possono essere coperti, con deliberazione della Giunta comunale, in misura non superiore al 20% dei posti di responsabile dei servizi o degli uffici, di qualifiche generali o di alta specializzazione previsti dalla tabella organica. La durata del contratto e' rapportata alle particolari esigenze che hanno motivato l'assunzione ma, in ogni caso, non puo' essere superiore a 4 anni. La Giunta espone al Consiglio comunale i motivi della decisione.

  4. L'attribuzione della responsabilita' di direzione spetta al Sindaco, il quale adotta i provvedimenti relativi, sentita la Giunta comunale.

 

art. 46
Dirigenti

  1. I dirigenti, in conformita' a quanto stabilito dalla legge, dallo Statuto, dai regolamenti, nonche' nell'ambito delle direttive e degli indirizzi politici degli organi di governo, godono di autonomia nell'organizzazione degli uffici cui sono preposti e sono direttamente responsabili dell'andamento degli uffici medesimi e della gestione delle risorse economiche, di personale e strumentali ad essi assegnate.

  2. I dirigenti, nell'ambito delle rispettive competenze, sono direttamente responsabili della correttezza amministrativa e della efficienza della gestione, nonche' della traduzione in termini operativi degli obiettivi individuati e dell'attuazione dei programmi formulati dagli organi di governo dell'ente; essi partecipano alla individuazione degli obiettivi ed alla formulazione dei programmi con attivita' istruttoria e di analisi e con autonome proposte.

  3. Nei limiti delle attribuzioni delle unita' organizzative sui sono preposti, competono ai dirigenti fatta salva la ulteriore previsione con regolamenti comunali che esplicitamente si richiamino al presente articolo:
    a) l'esecuzione delle deliberazioni degli organi di governo, anche con l'adozione di atti che impegnino l'Amministrazione verso i terzi;
    b) l'emanazione di atti costituenti manifestazione di giudizio e/o di conoscenza, quali relazioni, valutazioni e pareri tecnici, attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali nonche' autenticazioni e legalizzazioni;
    c) il dovere di iniziativa in ordine a tutte le proposte di deliberazione di amministrazione corrente, per assicurare la continuita' delle forniture, delle somministrazioni, dei servizi e dei lavori di manutenzione ordinaria, nonche' gli atti non provvedimentali esecutivi delle anzidette deliberazioni;
    d) la predisposizione, secondo le direttive del Sindaco o dell'Assessore competente, di tutte le altre proposte di deliberazione;
    e) la elaborazione delle proposte di previsione di bilancio relative all'amministrazione corrente nonche', sulla base delle direttive programmatiche impartite dal Sindaco o dall'Assessore competente, di tutte le altre previsioni di bilancio;
    f) la emanazione dei provvedimenti di autorizzazione, licenza, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni secondo criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali o da deliberazioni comunali;
    g) la stipulazione dei contratti, in base alla deliberazione a contrattare di cui all'art. 56 della legge 8/6/1990, n. 142;
    h) ogni provvedimento, ivi compresi gli impegni di spesa, costituente atto dovuto in applicazione di norme di legge di regolamenti, di deliberazioni, di contrattim nonche' gli atti esecutivi di precedenti deliberazioni relativi ad ordini, richieste di lavori, forniture, prestazioni;
    i) la liquidazione delle spese entro i limiti degli impegni formalmente assunti con atti deliberativi o derivanti da contratti o convenzioni e la liquidazione di fatture e stati di avanzamento per forniture, somministrazioni ed appalti, nonche' ogni iniziativa sollecitoria per l'adempimento di obblighi legali nei confronti del Comune;
    l) gli atti successivi alla pubblicazione dei bandi di gara o di concorso che non sono di competenza di apposita commissione;
    m) gli atti di gestione finanziaria, i provvedimenti di accertamento e riscossione delle entrate di bilancio, nonche' le procedure per il recupero dei crediti;
    n) i ricorsi e la resistenza in giudizio in materia di tributi comunali;
    o) l'approvazione di collaudi e di certificati di regolare esecuzione dei lavori, nonche' dello svincolo di cauzioni, nei casi in cui non si riscontrino maggiori spese in rapporto a quelle autorizzate;
    p) i provvedimenti di congedo ordinario e le proposte di congedo straordinario e di aspettativa per le finali determinazioni del Segretario generale;
    q) la firma della corrispondenza per il disbrigo degli affari correnti per la quale la legge non richieda espressamente la firma del Capo dell'Amministrazione;
    r) i rapporti con i consulenti, comunque incaricati, per questioni che interessino atti od operazioni rimessi alla loro competenza.

  4. I dirigenti sono chiamati a svolgere incarichi di presidente o membro di commissioni per l'espletamento di gare. In ragione di specifiche esigenze le deliberazioni di indizione della gara possono attribuire la presidenza della commissione a dirigenti diversi da quelli preposti ai settori. Tali incarichi non possono essere comunque conferiti ai dirigenti assegnati all'unita' organizzativa cui spettano i compiti di controllo sull'esecuzione delle prestazioni che formano oggetto della gara. Alle commissioni partecipano solo tecnici o esperti interni ed esterni all'amministrazione scelti secondo modalita' stabilite dal regolamento.

  5. I dirigenti di qualifica apicale costituiscono, sotto la presidenza del Segretario generale, la Conferenza dei dirigenti, la quale ha funzioni propositive, consultive ed istruttorie in materia di gestione delle risorse economiche, di personale e strumentali, nonche' di controllo di gestione. Norme regolamentari disciplinano la convocazione, i poteri, la pubblicita' dei lavori della Conferenza dei dirigenti.

  6. I dirigenti preposti ai settori, sono tenuti annualmente alla stesura di un programma di attivita' che traduce in termini operativi gli obiettivi fissati dagli organi di governo. Tale programma viene approvato dalla Giunta secondo modalita' che garantiscono il contraddittorio, e costituisce il riferimento per la valutazione della responsabilita' dirigenziale ed uno dei riferimenti per il controllo di gestione. I dirigenti sono tenuti altresi' a fornire, secondo le modalita' previste dalla Giunta, periodici consuntivi delle attivita' svolgte in attuazione del programma di cui sono responsabili.

  7. Nell'ambito delle propria competenza i dirigenti dei settori individuano i responsabili delle attivita' istruttorie e di ogni altro adempimento procedimentale connesso alla emanazione di provvedimenti amministrativi. Sono responsabili del buon andamento e dell'efficiente gestione degli uffici e dei servizi posti sotto la loro direzione, nonche' dell'osservanza dei doveri d'ufficio da parte dei dipendenti assegnati al settore.

  8. I regolamenti possono individuare ulteriori categorie di atti da attribuire alla competenza dei dirigenti di settore.

  9. I regolamenti possono prevedere casi in cui i dirigenti hanno facolta', in via provvisoria ed eccezionale, di delegare l'esercizio delle funzioni loro spettanti ai responsabili delle strutture in cui si articolano i settori cui sono preposti.

  10. Il regolamento organico puo' direttamente attribuire ai responsabili di ufficio inquadrati in qualifiche dirigenziali poteri di emanazione di atti a rilevanza esterna di cui al precedente comma 3.

 

art. 47
Disposizioni relative ai procedimenti amministrativi

  1. Il procedimento iniziato d'ufficio o da istanza di parte, deve essere concluso con l'adozione di provvedimento espresso, motivato almeno con l'indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche su cui fonda la decisione dell'Amministrazione; il provvedimento deve indicare il termine e l'autorita' cui l'interessato puo' proporre ricorso.

  2. Per ciascun tipo di procedimento il termine massimo entro cui deve concludersi, salvo i casi in cui detto termine e' gia' fissato per legge o regolamento, e' di sessanta giorni decorrente dal ricevimento della domanda o dall'avvio d'ufficio del provvedimento.

  3. Il responsabile del procedimento, ove iniziato d'ufficio, contestualmente all'inizio dello stesso, ne da' comunicazione ad eventuali soggetti interessati.

  4. Il Consiglio comunale determina con regolamento:
    a) per quali procedimenti il termine di 60 giorni puo' essere prorogato, sospeso o interrotto, e con quali modalita';
    b) l'unita' organizzativa responsabile dell'istruttoria del procedimento e dell'adozione del provvedimento finale;
    c) i criteri per l'indicazione del responsabile dell'istruttoria del procedimento e dell'adozione del provvedimento finale, determinandone competenze e funzioni;
    d) le modalita' di partecipazione e di intervento ai procedimenti amministrativi da parte degli interessati cui e' stato comunicato l'avvio del procedimento, nonche' dei soggetti portatori di interessi pubblici, privati o di interessi diffusi;
    e) i procedimenti che possono essere conclusi previo accordo preventivo con gli interessati, al fine di determinare il contenuto discrezionale di provvedimento finale;
    f) le modalita' per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari di qualunque genere.

  5. Il Consiglio comunale puo' istituire un osservatorio permanente per la verifica dell'attuazione delle norme procedurali fissate dal regolamento, avvalendosi anche della collaborazione di collegi, associazioni e ordini professionali.

 

art. 48
Controllo di gestione

  1. Il controllo di gestione, costituito come processo interno di analisi, valutazioni e proposte tendente ad assicurare l'utilizzazione delle risorse umane e materiali nel modo piu' efficiente, efficace ed economico per il conseguimento degli obiettivi programmati, si svolge su tre livelli:
    a) un autocontrollo dei dirigenti sulla gestione del proprio settore;
    b) un controllo politico sulla gestione dei settori;
    c) controllo degli organi di programmazione del Comune sull'attuazione dei programmi.

  2. Il regolamento di contabilita' provvede ad individuare e disciplinare lo svolgimento del controllo economico di gestione.

  3. Il controllo di cui alla lettera a) del comma 1 si effettua in seno alla conferenza dei dirigenti. La conferenza deve valutare ogni anno e alla fine del quadriennio l'economicita', l'efficienza e la resa per la Comunita' locale dell'attivita' delle unita' organizzative. A tal uopo utilizzera' al meglio l'analisi economica e di scienza dell'amministrazione. All'esito dell'analisi rassegnera' le proprie valutazioni e le proposte idonee a correggere anche programmi rivelatisi non realizzabili o scarsamente realizzabili.

  4. Il controllo di cui alla lettera b) del comma 1 e' effettuato annualmente dalla Giunta congiuntamente la rapporto di cui all'art. 25, comma 2, e secondo le modalita' stabilite dal regolamento della Giunta medesima.

  5. Ogni organo comunale che delibera programmi deve controllare, con cadenza almeno annuale, l'attuazione, anche sotto i profili attinenti alla corrispondenza della gestione con gli obiettivi dei programmi, della congruita' della gestione rispetto alle risorse impiegate, sia sotto il profilo dell'efficienza che dell'efficacia e dell'economicita' ed anche in relazione all'analisi di fattibilita' dei programmi stessi alla luce della concreta sperimentazione-attuazione.

  6. Puo' essere istituito col regolamento sull'organizzazione del Comune l'ufficio per il controllo di gestione, con il compito di fornire studi, analisi, verifiche e proposte alla conferenza dei dirigenti ed agli organi del Comune idonee a migliorare la combinazione tecnico-strumentale ed economica dei fattori impiegati ed a suggerire gli interventi conseguentemente ritenuti opportuni.

 

art. 49
Formazione e professionalita'

  1. L'Amministrazione promuove e realizza il miglioramento delle prestazioni del personale attraverso la formazione professionale, la valorizzazione e la responsabilizzazione dei dipendenti.

  2. Il Sindaco, sentita la Giunta, definisce piani pluriennali ed annuali per favorire la formazione, l'aggiornamento, la crescita professionale di tutto il personale, ed informa il Consiglio dei piani stessi.

 

art. 50
Convenzioni a tempo determinato

  1. Norme regolamentari disciplinano la possibilita' per obbiettivi determinati e con convenzioni a termine, di collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalita' e di specifica competenza.

  2. La Giunta delibera la stipula della convenzione assicurando pubblica selezione ove reso possibile dalle caratteristiche dell'attivita'.

 

art. 51
Incarichi professionali

  1. Il Comune, sentiti gli ordini professionali, le associazioni edi i sindacati dei professionisti, disciplina con apposito regolamento il conferimento di incarichi a professionisti esterni, con particolare riguardo ai criteri per la rotazione degli incarichi professionali

 


TITOLO VI

SERVIZI PUBBLICI

Capo I - Principi comuni

art. 52
Modalita' di gestione

  1. Sono servizi comunaliin senso proprio la produzione di beni e le attivita' gestite nelle forme organizzative previste dalla legge 8 giugno 1990 n. 142.

  2. La scelta delle forme di gestione di ciascun servizio dev'essere effettuata previa valutazione comparativa tra le diverse forme di gestione previste dalla legge e dal presente Statuto. Per i servizi da gestire in forma imprenditoriale la comparazione deve avvenire tra la gestione diretta, l'affidamento in concessione quando sussistono ragioni tecniche ed economiche, costituzione di aziende, di consorzio o di societa' a prevalente capitale pubblico locale. Per gli altri servizi la comparazione avverra' tra la gestione in economia, la costituzione in istituzione, l'affidamento in appalto, nonche' la forma singola o quella associata mediante convenzione, unione dei Comuni, ovvero consorzio.

  3. Il Consiglio comunale assicura, al momento della scelta e nei successivi controlli, che le forme di gestione prescelte considerino ogni possibilita' di utilizzare fonti rinnovabili di energia, di contenere i consumi, di salvaguardarne gli ambienti.

  4. Gli statuti delle aziende speciali e delle istituzioni stabiliscono le modalita' di vigilanza e di controllo sulla gestione da parte del Comune. Il regolamento dei servizi stabilisce le modalita' di vigilanza e di controllo sulle gestioni in economia, in concessione a terzi, a mezzo di societa' per azioni e predispone per tutte le gestioni forme di partecipazione e di controllo da parte degli utenti.

  5. Il Consiglio di amministrazione dell'azienda speciale e' nominato a norma di legge per un periodo di quattro anni ed e' composto da un Presidente e da 4 Consiglieri.

  6. La delibera che istituisce una nuova azienda speciale deve contenere, oltre alle valutazioni sulla rilevanza economica ed imprenditoriale dei servizi, la specificazione del capitale conferito, dei mezzi di finanziamento in relazione agli eventuali oneri per costi sociali e del personale dipendente del Comune che viene trasferito all'azienda medesima.

  7. Il Direttore dell'azienda speciale viene nominato dal Consiglio di amministrazione dell'azienda medesima, secondo le modalita' stabilite dallo statuto dell'azienda, che disciplina altresi' le ipotesi di revoca.

  8. Al fine di garantire l'autonomia gestionale della societa' per azioni a prevalente capitale pubblico locale e il contemporaneo perseguimento degli obiettivi dell'amministrazione comunale, vengono sottoscritti con le societa' partecipate appositi contratti di programma, approvati dal Consiglio comunale, su proposta della Giunta, che fissano gli obiettivi da raggiungere ed i rapporti tra Comune e societa'.

  9. Le societa' di capitali in cui assumono partecipazioni o alla cui istituzione partecipano societa' per azioni a prevalente capitale pubblico locale, aziende speciali o consorzi, qualora svolgano servizi pubblici locali dovranno prevedere negli statuti disposizioni volte a consentire il controllo e la vigilanza sui servizi da parte dell'Amministrazione comunale.

  10. Le determinazioni di istituire o partecipare a societa' di capitali da parte di aziende speciali e consorzi dovranno essere approvate da parte del Consiglio comunale. La nomina dei rappresentanti di societa' prevalente capitale pubblico comunale, aziende speciali e consorzi, in societa' di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici acquista efficacia con la ratifica del Consiglio comunale.

  11. Il Comune favorisce con specifiche iniziative la sottoscrizione di quote azionarie delle societa' per azioni che gestiscono servizi pubblici di particolare interesse sociale da parte di cittadini ed utenti.

  12. Il rilascio della concessione di un pubblico servizio locale e' subordinato alla specificazione della durata motivatamente determinata, alla esclusione del rinnovo alla concessione in forma tacita al momento della scadenza.

 

art. 53
Forme di cooperazione ed associative

  1. Il Comune per consentire nuovi servizi, migliorare la qualita' dei servizi esistenti o la loro economicita', puo' stipulare convenzioni con altri enti locali, loro aziende e istituzioni per la gestione di determinati servizi, ai sensi dell'art. 24 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e puo' costituire consorzi ai sensi dell'art. 25 della medesima legge.

  2. Nei criteri di cui al precedente comma, la indicazione dei criteri per il riparto del potere di nomina degli amministratori, quali risultano dalle intese intercorse fra gli enti partecipanti, deve essere riportata nella deliberazione consiliare di assunzione del servizio.

  3. Il Comune puo' partecipare anche con quote di minoranza a societa' di capitali aventi come scopo la promozione e il sostegno dello sviluppo economico e sociale della comunita' locale o la gestione di attivita' strumentali per le quali sia prioritario ricercare una maggiore efficienza.

 

art. 54
Piano di gestione

  1. Il Consiglio comunale, su proposta della Giunta, adotta, a maggioranza dei consiglieri assegnati, il piano triennale dei servizi pubblici e le note di aggiornamento annuale del piano stesso, indicando i servizi che si intendono rendere alla comunita' locale in relazione ai fini sociali perseguiti, le forme di gestione, anche convenzionali od associative, i dati economici, nonche' ogni altro elemento previsto nel regolamento dei servizi.

  2. Il Sindaco presenta annualmente al Consiglio una relazione sullo stato di tutti i servizi che ne illustri l'efficienza e l'economicita' della gestione e ne riscontri l'efficacia per la comunita' servita.

 

art. 55
Trasparenza nei lavori pubblici

  1. I regolamenti delle istituzioni, gli statuti delle aziende speciali, dei consorzi e delle societa' a prevalente capitale pubblico locale, prendono le forme di pubblicita' degli atti fondamentali relativi alla gestione dei servizi, ed assicurano effettivita' ai diritti d'accesso e d'informazione agli amministratori comunali e circoscrizionali, ed ai cittadini.

  2. Specifiche forme di pubblicita' devono essere stabilite per i contratti, incarichi, assunzioni di personale.

  3. La societa' per azioni a prevalente capitale pubblico locale sono sottoposte a obbligo di certificazione del bilancio.

 

art. 56
Commissione di vigilanza sui servizi

  1. Il Consiglio comunale nomina, ad inizio del mandato, a maggioranza dei consiglieri assegnati ed assicurando la presenza delle minoranze, la Commissione consiliare di vigilanza sui servizi.

  2. La Commissione consiliare vigila su tutti i servizi a cui partecipa il Comune, in qualsiasi forma gestiti. Essa esamina i bilanci e gli atti di maggiore rilevanza, dispone audizioni, convoca gli amministratori designati dal Comune, formula proposte agli organi del Comune per il miglioramento della gestione. Ulteriori rapporti della commissione con gli organi di gestione dei servizi, compresi gli organi di revisione, sono disciplinati dal regolamento del Consiglio comunale.

  3. La Commissione presenta annualmente al Consiglio, contestualmente alla relazione del Sindaco di cui al comma 2 dell'art. 54, una relazione sulla propria attivita', evidenziando il rispetto o meno nelle gestioni delle direttive e degli indirizzi adottati dal Comune, nonche' i risultati economici delle gestioni segnalando la necessita' di soluzioni gestionali piu' idonee, di assunzioni o dimissioni di servizi.

 

art. 57
Amministratori

  1. Gli amministratori delle aziende speciali e delle istituzioni nonche' i rappresentanti del Comune in seno alle societa' a partecipazione comunale sono nominati a norma di legge fra persone che abbiano i requisiti per la nomina a Consigliere comunale e una competenza tecnica e/o amministrativa qualificata e comprovata dai titoli e dall'esperienza professionale.

  2. La scelta dei candidati avviene sulla base di un avviso adeguatamente pubblicizzato che deve indicare le caratteristiche dell'incarico e la professionalita' richiesta. Il regolamento del Consiglio comunale disciplina le modalita' per la presentazione delle candidature e per la verifica dei requisiti.

  3. La nomina degli amministratori e' preceduta dall'approvazione in Consiglio comunale di un documento sugli indirizzi programmatici di gestione che gli amministratori debbono seguire. Il regolamento dei servizi dispone modalita' di controllo dell'attuazione degli indirizzi programmatici.

 

art. 58
Revoca e sfiducia costruttiva

  1. Il Consiglio comunale, quando riscontri nei servizi pubblici locali irregolarita' gestionali, gravi violazioni delle norme e gravi inosservanze degli indirizzi di gestione, nei casi di documentata inefficienza, ovvero di pregiudizio degli interessi del Comune o della gestione, nonche' per cause di sopraggiunto conflitto di interesse od incompatibilita', dispone la revoca degli amministratori responsabili di nomina comunale.

  2. La revoca come atto nei confronti di singoli amministratori, e la mozione di sfiducia costruttiva come atto nei confronti dell'intera delegazione nominata dal Comune all'amministrazione di aziende speciali e di istituzioni sono deliberati dal Consiglio comunale su mozione proposta da almeno un terzo dei Consiglieri assegnati o dalla Giunta.

  3. La proposta deve essere adeguatamente motivata e contestata agli amministratori almeno dieci giorni prima della deliberazione sulla proposta medesima; gli amministratori possono presentare memorie scritte fino a cinque giorni prima.

  4. La sfiducia costruttiva, deliberata dal Consiglio comunale con il procedimento previsto dall'art. 37 della legge n. 142 del 1990 e dell'art. 1 della legge reg. n. 48 del 1991, va presentata con l'indicazione dell'intero Consiglio di amministrazione dell'istituzione o dell'azienda speciale e con il documento di indirizzo sull'attivita'.

 

art. 59
Rapporti con il Comune

  1. Sono atti fondamentali delle aziende speciali e delle istituzioni, come tali sottoposti all'approvazione del Consiglio comunale:
    a) il piano-programma, la cui approvazione e' preceduta da un dibattito del Consiglio comunale sugli indirizzi generali;
    b) i bilanci ed i conti consuntivi;
    c) le convenzioni con enti locali che comportino l'estensione parziale o totale del servizio al di fuori del territorio comunale;
    d) la partecipazione per le aziende speciali a societa' di capitali o la costituzione di societa' i cui fini sociali coincidano in tutto o in parte con quelli dell'azienda e sempre che l'operazione non si riferisca all'intero complesso dei servizi gia' affidati all'azienda o ad una parte preponderante degli stessi;
    e) le tariffe dei servizi gestiti dall'istituzione;
    f) lo standard di erogazione assicurato da ciascun servizio;
    g) altri atti previsti negli statuti e nei regolamenti.

 

Capo II - Le Istituzioni

art. 60
L'istituzione

  1. La deliberazione di costituzione dell'istituzione, assunta dal Consiglio comunale a maggioranza dei consiglieri assegnati, conferisce il capitale di dotazione, determina gli ulteriori apporti finanziari del Comune, indica i beni patrimoniali, i mezzi e il personale trasferiti, ed e' accompagnata da uno studio di fattibilita' che indici analiticamente le previsioni sul fabbisogno dei servizi e sui costi, determini le risorse organizzative, tecniche e finanziarie necessarie, stimi le entrate previste, nonche' le condizioni per l'equilibrio economico della gestione.

  2. Alla deliberazione e' allegato il regolamento per il funzionamento e la gestione che determina la costituzione e le attribuzioni degli organi, il regime contabile autonomo, le modalita' di indirizzo e vigilanza, le forme di verifica dei risultati di gestione, di controllo economico-contabile da parte dei revisori dei conti e quant'altro concerne la struttura e il funzionamento dell'istituzione.

  3. Le istituzioni dispongono di entrate proprie costituite dalle tariffe dei servizi e dalle risorse eventualmente messe a disposizione da terzi per lo svolgimento del servizio. Tali entrate sono iscritte direttamente nel bilancio delle istituzionie sono da queste accertate e riscosse.

  4. La Giunta determina i criteri di redazione del bilancio dell'istituzione.
    I bilanci delle istituzioni sono approvati dal Consiglio comunale entro trenta giorni dalla loro trasmissione al Comune.

  5. La disciplina dello stato giuridico ed economico del personale assegnato alle istituzioni e' la stessa del personale del Comune.
    Il regolamento delle istituzioni puo' prevedere deroghe alle disposizioni contenute nel regolamento organico del Comune riguardante singoli aspetti della prestazione di lavoro connessi a peculiarita' dell'attivita' svolta.

  6. L'istituzione puo' svolgere la propria attivita' avvalendosi della collaborazione delle strutture del volontariato e di associazioni aventi fini sociali, anche attraverso convenzioni su aspetti specifici del servizio.

 

art. 61
Organi dell'istituzione

  1. Il Consiglio d'amministrazione dell'istituzione e' nominato a norma di legge, per un periodo di quattro anni, ed e' composto da un Presidente e da 4 Consiglieri.
    Il Presidente ed i Consiglieri percepiscono un'indennita' la cui misura e' stabilita dal Consiglio comunale.

  2. Il Consiglio d'amministrazione esercita funzioni di indirizzo e di amministrazione secondo quanto previsto dal regolamento dell'istituzione. Spetta, inoltre, al Consiglio di amministrazione dare attuazione agli obiettivi assunti e agli indirizzi espressi dagli organi comunali, deliberando sugli oggetti che non rientrano nella compentenza gestionale del Direttore.

  3. Il Presidente rappresenta l'istituzione nei rapporti con gli organi del Comune e con i terzi.
    Il regolamento prevede gli ulteriori compiti del Presidente, anche con riguardo alla possibilita' che egli adotti, sotto la sua responsabilita', gli atti di compentenza del Consiglio di amministrazione, sottoponendoli a ratifica dello stesso nella prima seduta utile.

  4. Il Direttore della istituzione e' nominato dalla Giunta a tempo determinato e puo' essere riconfermato.
    Il Direttore e' scelto fra i dirigenti del Comune, o e' assunto con contratto a tempo determinato di diritto pubblico o eccezionalmente di diritto privato secondo l'art. 45, anche in esubero rispetto alla percentuale ivi prevista.

  5. Il regolamento dispone in modo che le competenze di gestione del Direttore siano adeguate alla responsabilita' gestionale prevista dalla legge.
    Il Direttore raccorda la propria azione amministrativa al dirigente comunale responsabile di settore nella cui sfera di attribuzione si rapporta l'istituzione.

 


TITOLO VII

FINANZA E CONTABILITA'

art. 62
Ordinamento contabile del Comune

  1. Il regolamento di contabilita' disciplina il sistema contabile del Comune, con l'obbligo di prevedere:
    a) le scritture contabili;
    b) il sistema di gestione delle entrate e delle spese;
    c) il sistema di revisione economico-finanziaria;
    d) il servizio di tesoreria;
    e) il rendiconto della gestione;
    f) la gestione del patrimonio e l'inventario dei beni mobili ed immobili;
    g) la composizione della Commissione speciale permanente di cui agli art. 19, comma 13, e le modalita' per l'individuazione dei componenti esterni del Consiglio;

  2. La previsione contabile deve essere coerente con gli obbiettivi indicati dagli atti di programmazione del Comune. La contabilita' finanziaria ed economica considera i fatti gestionali per il rilievo effettivo che essi rappresentano in termini di acquisizione ed impiego di risorse finanziarie, nonche' di costi e ricavi che ne conseguono e di variazioni derivanti per il patrimonio del Comune.

 

art. 63
Programmazione

  1. Il Comune di Acireale rappresenta in seno ai procedimenti provinciali e regionali di programmazione gli interessi della propria comunita', con riguardo anche ad aspetti piu' vasti rispetto al territorio d'appartenenza.

  2. In coerenza con la programmazione regionale e sovracomunale il Consiglio comunale adotta annualmente il proprio programma pluriennale di sviluppo sociale ed economico dal quale si ricava il documento d'indirizzi previsto dall'art. 21, comma 1.
    Il programma pluriennale contiene gli allegati individuati dal regolamento di contabilita'.

  3. In considerazione dei mezzi disponibili e sulla base di un'adeguata analisi dei costi a fronte dei benefici e dei ricavi conseguibili, il programma determina le finalita' generali e settoriali dell'azione comunale, definisce appositi progetti per la realizzazione di specifici obiettivi e stabilisce le misure, anche di tipo organizzativo, per migliorare l'efficacia, l'efficienza e l'economicita' degli interventi, degli uffici e dei servizi comunali.

 

art. 64
Bilanci

  1. Nell'ambito degli strumenti di previsione contabile l'impegno delle risorse e' legittimato dal bilancio annuale di previsione. Il bilancio annuale di previsione e' redatto in termini di competenza e di cassa.
    Il bilancio pluriennale, elaborato in termini di competenza, e' espressione contabile della programmazione del Comune.

  2. La definizione delle previsioni di entrata e di spesa e' individuata in coerenza con gli indirizzi di programmazione. A tal fine la Giunta presenta al Consiglio i progetti dei bilanci annuale e pluriennale e la relazione previsionale e programmatica, almeno trenta giorni prima del termine fissato dalla legge per l'approvazione degli stessi da parte del Consiglio comunale con la maggioranza dei consiglieri assegnati.
    La Giunta presenta congiuntamente la proposta del piano pluriennale degli investimenti e le proposte dei provvedimenti eventualmente necessari a dare coerenza alla manovra finanziaria con riguardo alle entrate comunali.

  3. Qualsiasi integrazione del piano pluriennale degli investimenti o l'istituzione di nuovi uffici e servizi deve essere preceduta da una verifica delle conseguenze finanziarie e dall'individuazione dell'ipotesi gestionale prescelta per i servizi, apportando le eventuali modifiche al bilancio pluriennale al fine di garantire la necessaria coerenza finanziaria.

 

art. 65
Conto consuntivo

  1. Il conto consuntivo del Comune, che riassume e dimostra i risultati della gestione dell'anno finanziario ed e' costituito dal conto del bilancio e dal conto generale del patrimonio, articola e classifica le entrate e le spese in modo da consentire la immediata rilevazione del significato economico delle risultanze contabilizzate.

  2. Il conto consuntivo e la relazione illustrativa, accompagnata da idonea documentazione a conforto delle valutazioni di efficacia previste dal comma 7 dell'art. 55 della L. n. 142 del 1990, sono presentati dalla Giunta al Consiglio comunale trenta giorni prima del termine fissato dalla legge per l'approvazione dello stesso da parte del Consiglio.

  3. Il Comune articola la contabilita' economica secondo un sistema di centri di gestione economica ricompresi in aree di attivita'.
    Il preventivo economico e' allegato al bilancio finanziario e costituisce il parametro di riferimento per il controllo economico di gestione.

 

art. 66
Controllo economico della gestione

  1. Il Comune attua, anche attraverso l'Ufficio per il controllo di gestione eventualmente istituito ai sensi del comma 6 dell'art. 48, forme di controllo economico interno alla gestione, al fine di valutare l'efficacia e l'efficienza dell'attivita' comunale riferita ai centri di gestione economica ricompresi in aree di attivita' e i riflessi che ne conseguono in materia di rappresentazioni contabili.

  2. Il controllo si basa su un idoneo sistema di contabilita' ed impiega procedure adeguate in relazione all'organizzazione dell'ente.

  3. L'ufficio preposto al controllo della gestione provvede a predisporre rapporti periodici semestrali che danno conto dell'andamento della gestione.
    I rapporti devono anche porre a confronto i risultati della gestione con le indicazioni contenute nei documenti di indirizzo programmatico.

  4. In base alle risultanze delle verifiche svolte, l'ufficio esprime indirizzi ai servizi comunali e propone alla Giunta gli interventi ritenuti opportuni.

 

art. 67
Gestione finanziaria

  1. Ogni impegno di spesa, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, comporta la verifica della conformita' agli atti di programmazione. I dirigenti hanno la responsabilita' della coerenza degli atti di spesa da essi compiuti con i provvedimenti degli organi del Comune.

  2. I dirigenti impegnano le spese attenendosi ai criteri fissati con deliberazione della Giunta.
    Adottano, secondo le previsioni del regolamento di contabilita', gli atti di impegno per le spese relative all'ordinario funzionamento degli uffici, e provvedono agli adempimenti connessi alla liquidazione delle spese che siano conseguenziali ad atti emanati dagli organi del Comune.
    I dirigenti richiedono ai servizi di ragioneria l'emissione dei mandati per il pagamento di qualsiasi spesa dovuta al Comune.

  3. La Ragioneria comunale, nell'esercizio delle proprie attivita' di controllo della corretta imputazione degli atti di spesa a carico del bilancio comunale, registrazione dell'impegno di spesa e vigilanza sulla sussistenza della relativa copertura finanziaria, puo' articolarsi in servizi riferiti a specifici settori.
    Il responsabile del servizio adempie a tutte le funzioni attribuite alla ragioneria per gli stanziamenti di bilancio assegnati al settore specifico, operando alle dirette dipendenze del Dirigente di Settore e nell'osservanza delle istituzioni da questi impartite.

 

art. 68
Entrate comunali

  1. Con apposito regolamento il Consiglio comunale disciplina la propria autonoma potesta' impositiva, con le procedure per l'applicazione dei tributi comunali.

  2. La gestione delle entrate extratributarie e' disciplinata in modo da assicurare omogeneita' nelle procedure di accertamento e riscossione e da consentire l'imputazione delle somme ai singoli titoli.

  3. I dirigenti sono responsabili dell'accertamento, della riscossione e del pronto ed integrale versamento delle entrate afferenti agli uffici e ai servizi di rispettiva competenza.

 

art. 69
Collegio dei revisori dei conti

  1. Per i revisori dei conti valgono le incompatibilita' e le cause di decadenza previste dall'art. 2399 del codice civile e le cause di ineleggibilita' e incompatibilita' previste dalla legge per l'elezione a Consigliere comunale.

  2. Non possono, inoltre, essere eletti revisori dei conti del Comune e se eletti decadono comunque da componenti il Collegio:
    a) i parenti e gli affini entro il quarto grado dei Consiglieri comunali, del Sindaco, dei componenti la Giunta, del Segretario Generale e dei dirigenti;
    b) i Consiglieri e gli amministratori comunali prima che sia decorso un triennio dalla cessazione del mandato;
    c) gli amministratori, i dipendenti e i revisori delle aziende municipalizzate del Comune e delle societa' a partecipazione comunale;
    d) coloro che hanno con il Comune o con gli enti, societa' a partecipazione comunale od organismi da esso dipendenti, controllati o sovvenzionati un rapporto anche non continuativo di prestazione d'opera retribuita;
    e) gli amministratori, i consiglieri e i dipendenti della Regione siciliana e degli enti territoriali della Regione stessa;
    f) i revisori di altri enti locali territoriali e relative aziende;
    g) gli amministratori e i dipendenti dell'istituto di credito concessionario e/o tesoriere del Comune.

  3. Il Consiglio comunale procede all'elezione del Collegio dei revisori dei conti in modo da far coincidere il mandato con gli esercizi finanziari del triennio.

  4. Le proposte di nomina dei revisori devono essere adeguatamente motivate in relazione ai titoli ed alle capacita' professionali richieste.

  5. Il regolamento di contabilita' disciplina le modalita' di funzionamento, le procedure in caso di dimissioni, decadenza, revoca dei singoli membri e di sollecita reintegrazione del Collegio.

  6. Il Collegio dei revisori si riunisce, comunque, almeno una volta al mese ed i suoi verbali sono pubblici. Sono cause di decadenza la mancata redazione della relazione al conto consuntivo del Comune, la mancata partecipazione, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive del Collegio.

  7. Il compenso annuale dei Revisori e' determinato dal Consiglio comunale all'atto della nomina per tutta la durata del triennio.

 

art. 70
Attivita' del Collegio dei revisori

  1. Il Collegio dei revisori collabora con il Consiglio secondo le modalita' previste dal regolamento di contabilita'. Quest'ultimo prevede anche i casi e le modalita' della partecipazione dei revisori dei conti alle sedute del Consiglio e delle commissioni consiliari.

  2. I revisori dei conti, per l'esercizio delle loro funzioni, accedono anche singolarmente agli atti e ai documenti dell'amministrazione, previa comunicazione al dirigente compentente per settore, servizio o ufficio, o, in mancanza, al Sindaco.

  3. Ove emergano gravi irregolarita' nella gestione il Collegio ne riferisce immediatamente al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale il quale provvede a convocare il consiglio entro trenta giorni, iscrivendo all'ordine del giorno la comunicazione del Collegio dei revisori.

  4. Il Collegio dei revisori verifica l'efficacia con cui svolge il controllo economico di gestione e formula i propri rilievi nella relazione al conto consuntivo. Il Collegio ha accesso immediato agli atti dell'Ufficio per il controllo di gestione, ove istituito, e puo' esprimere in ogni momento il proprio avviso sulla gestione e sull'efficacia del controllo, nel qual caso l'Ufficio deve farne circostanziata menzione nel rapporto periodico.

 


TITOLO VIII

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

art. 71
Verifica dello Statuto

  1. Entro un anno dall'entrata in vigore dello Statuto, il Consiglio comunale svolge una sessione straordinaria per verificarne l'attuazione.
    In tale occasione il Presidente del Consiglio comunale, che presiede di diritto la Commissione consiliare per l'attuazione dello Statuto, presenta una documentata relazione sullo stato di attuazione e sui problemi posti dall'applicazione delle norme statutarie e dei regolamenti.

  2. Sulla base dello stato attuativo possono essere prospettate modifiche o integrazioni dello Statuto, nonche' misure per una piu' funzionale attuazione.

  3. La relazione del Presidente del Consiglio comunale, il dibattito consiliare e le eventuali proposte di cui al comma precedente vanno ampiamente divulgati, promuovendo anche forme di consultazione dei cittadini.

  4. La Commissione consiliare permanente per l'attuazione dello Statuto svolge anche funzioni di coordinamento per la stesura dei regolamenti richiamati dallo Statuto, sovrintende alla concreta attuazione degli istituti statutari, svolge in via sostitutiva le funzioni di vigilanza rimesse a Commissioni consiliari fino a quando queste non siano costituite ed insediate. La stessa Commissione esamina le questioni relative all'interpretazione dello Statuto comunale e del regolamento del Consiglio e rinvia a quest'ultimo le finali risoluzioni.

 

art. 72
Revisione dello Statuto

  1. L'iniziativa della revisione dello Statuto appartiene al Sindaco, a ciascun Consigliere comunale, alla Giunta, ai Consigli circoscrizionali o ad almeno 1.500 cittadini elettori o titolari dei diritti di cui all'art. 3, comma 1, lett. b)e c).

  2. Le proposte di revisione dello Statuto devono indicare in maniera chiara le norme che si intendono abrogare, sostituire o aggiungere.

  3. Le proposte, prima di essere poste all'esame della competente Commissione consiliare, sono affisse all'albo pretorio per non meno di dieci giorni, sono trasmesse a ciascun Consiglio circoscrizionale e sono portate a conoscenza dei cittadini mediante bandi murali ed altre idonee forme di comunicazione.

 

art. 73
Statuto, Regolamenti e Commissioni Consiliari Permanenti

  1. I regolamenti richiamati nello Statuto, per la cui adozione non e' prescritto un termine di legge o un particolare termine risultante dalle norme statutarie, sono deliberati entro sei mesi dall'entrata in vigore dello Statuto.

  2. I principi statutari che rinviano per la disciplina di dettaglio a norme regolamentari sono comunque immediatamente applicabili.
    Per quanto compatibili con le disposizioni statutarie continuano a rimanere in vigore le norme regolamentari precedenti.

  3. Fino a diversa determinazione del Consiglio comunale in ordine a numero, composizione ed articolazione delle Commissioni Consiliari Permanenti, resta in vigore l'attuale regolamentazione in materia.

 

art. 74
Norme transitorie sugli Organi del Comune

  1. Nelle more della prima elezione a suffragio popolare del Sindaco, per gli Organi del Comune vigono le norme della legge 8 giugno 1990 n. 142 e della legge reg. 11 dicembre 1991 n. 48 e si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni statutarie, pur con le modifiche conseguenti alla legge reg. 26 agosto 1992 n. 7.

  2. Della Giunta possono far parte, a parita' di diritti e doveri, cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei requisiti di eleggibilita' ed in condizioni di compatibilita' alla carica di consigliere e che non siano stati candidati alla elezione del Consiglio in carica.

  3. Gli Assessori non Consiglieri devono avere particolare compentenza professionale e dimostrata capacita' in uno o piu' settori dell'amministrazione comunale e di cio' deve darsi documentata motivazione nella proposta del Sindaco. Essi partecipano ai lavori del Consiglio comunale e delle sue commissioni senza diritto di voto e senza concorrere a determinare il quorum per la validita' della seduta.

  4. La seduta per la discussione e la votazione della mozione di sfiducia costruttiva e' presieduta dal consigliere anziano per voti. Qualora la mozione di sfiducia costruttiva sia respinta, i consiglieri che hanno sottoscritto la mozione non possono presentare un'ulteriore mozione prima che siano trascorsi sei mesi dalla votazione sulla precedente.

  5. Il documento programmatico, approvato con la costituzione della Giunta, deve specificare l'Assessore a cui e' attribuita la qualifica di Vice Sindaco con funzioni vicarie. Ad ogni Assessore vengono attribuite con delega del Sindaco materie omogenee in corrispondenza dei settori funzionali in cui sono organizzate le attivita' del Comune.


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