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mercoledì 7 dicembre 2022
Ambiente, la Giunta delibera il recupero dell`area "Badia Zaccanazzo"; il sindaco Alì: «Oltre a pagare circa 6 milioni di debiti contratti da Amministrazioni precedenti, abbiamo anche smaltito i cassonetti usati prima del "porta a porta"».
“Il principio “Chi inquina paga” vale in tutta Europa – ha osservato il sindaco, ing. Stefano Alì - ma non ad Acireale, dove sono costretti a pagare i figli e spesso anche i nipoti. Durante la mia sindacatura abbiamo pagato i debiti contratti da Amministrazioni precedenti con Aciambiente, circa 6 milioni di euro, debiti ancora più datati con SIET, abbiamo smaltito i cassonetti utilizzati ad Acireale prima dell’avvio della raccolta “porta a porta”, abbandonati nel parcheggio di Capomulini e, infine, con la delibera di Giunta 249/2022, disponiamo del progetto che consentirà di recuperare l’area di Badia Zaccanazzo, quella che negli Anni 80 il Comune di Acireale utilizzava come discarica. Nel momento in cui è stata dismessa NESSUNO dei 14 fra sindaci e commissari che si sono succeduti ha avviato l’iter per la messa in sicurezza, pur avendo la possibilità di utilizzare i finanziamenti che, nel corso del tempo, sono stati resi disponibili. Uno dei miei predecessori – ha aggiunto il primo cittadino acese - scriveva di suo pugno su una richiesta di intervento “Trattasi di area privata, non riguarda il Comune”. E, invece, su questa vicenda è in corso uno degli innumerevoli contenziosi a cui è sottoposto l’Ente, fermo restando l’obbligo di tutelare l’ambiente. Prima abbiamo avviato la caratterizzazione, poi realizzato lo studio preliminare, infine dato incarico ad un tecnico esterno di redigere il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza dell’ex discarica che ieri è stato approvato in Giunta. Il costo dell’intervento è di oltre 5 milioni, cifra che, probabilmente, spiega in maniera chiara l’allergia dei miei predecessori ad affrontare lo spinoso tema. Adesso abbiamo la possibilità di individuare bandi che consentano di mettere in sicurezza siti cosiddetti “orfani” ovvero aree potenzialmente contaminate del cui inquinamento non è individuabile un responsabile o, comunque, il medesimo non provvede agli adempimenti previsti dalle norme in vigore. Il numero identificativo del sito in questione (Id) è il 734. Infatti, l’area è inserita nell’elenco dei siti “orfani” da riqualificare in funzione dell’attuazione della misura “M2C4, investimento 3.4” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). E’ amaro, purtroppo, constatare – ha concluso il sindaco – che di frequente parliamo della bellezza del nostro territorio, ma non sempre ce ne prendiamo cura”.


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