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giovedì 2 giugno 2022
Festa della Repubblica, stamani larga partecipazione in piazza Duomo
IL TESTO DELL`INTERVENTO DEL SINDACO, ING. STEFANO ALI`

Oggi 2 giugno, in questa magnifica piazza, come in tantissime altre piazze italiane, celebriamo la Festa della Repubblica. Noi raccogliamo il frutto dell’impegno, del sacrificio, della lungimiranza di chi ci ha preceduto, beneficiamo della loro intelligenza, della loro capacità di scegliere il meglio per se stessi e per le generazioni a venire. I nostri nonni, ad Acireale era sindaco Lorenzo Grassi Vigo, col referendum scelsero la Repubblica, individuando un percorso di democrazia e di uguaglianza. Si affermava il principio di uguaglianza anche di genere, finalmente, il suffragio universale, perché, per la prima volta, in quella occasione, oltre 12 milioni di Italiane esprimevano il loro punto di vista attraverso il voto. Certo, la Sicilia ed ancor di più Acireale si mossero in controtendenza rispetto al resto dell’Italia. Lo ricordo in ogni celebrazione del 2 giugno, dato che la scelta acese oggi risulta inconcepibile: su 19646 votanti, la Monarchia ottenne 15.708 voti pari all’85,8%, la Repubblica solo 2.595 voti, pari al 14,2%. Il dato complessivo siciliano fu del 64,7% a favore della Monarchia e del 35,3 per la Repubblica. Oggi dobbiamo ringraziare il resto d’Italia se abbiamo un presidente della Repubblica eletto liberamente e non per vincoli di sangue. La scelta acese è ancora più incomprensibile se riportata al periodo storico di una Monarchia che aprì le porte dell’Italia al fascismo ed alle leggi razziali. Oggi, invece, un cittadino acese rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra comunità. Oggi viene concessa la benemerenza al brigadiere dei carabinieri Salvatore Grasso, per il coraggio e l’abnegazione del suo operato. Ed il tema su cui voglio soffermarmi è quello del senso del dovere.
Oggi siamo qui a ringraziare ed onorare il brigadiere Grasso e lo ergiamo ad esempio per tutti. A cominciare da quelli che operiamo nell’amministrazione della cosa pubblica, nella giustizia, nella politica. Ma anche per tutti noi cittadini, sia nel lavoro che nella vita sociale. Servono le leggi, le norme, le pene, ma che uomini saremmo se non rispondessimo anche ad una morale? Il brigadiere Grasso, forte del senso di appartenenza all’Arma dei carabinieri, ai principi che ne dettano lo spirito, libero dal servizio, è intervenuto mettendo a rischio la propria vita e privando sé stesso e la sua famiglia di una vita normale. Perché l’ha fatto? Io ritengo perché ha sentito dentro di sé l’obbligo morale ad intervenire. Una frase che amo è quella sulla lapide di Immanuel Kant, che riporta un brano delle Critica della ragion pratica: “Due cose riempiono l`animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me”. Il senso del dovere che risponde alla morale e che rappresenta quell’insieme di norme di comportamento di una società che garantiscono la sana convivenza e che si distinguono dall’etica, che invece attiene a sentimenti individuali. La legge morale che è dentro l’animo del brigadiere Grasso e che l’ha spinto ad un atto così eroico e generoso. Un’azione che nasce istintivamente da proprie profonde convinzioni. Ed oggi siamo qui a ringraziare ed inchinarci di fronte al brigadiere Grasso.
Viva la Repubblica, viva l’Italia, viva Acireale

Il presidente del Consiglio comunale, Fabio Fontanesca, ha letto il messaggio del presidente della Repubblica

Sono trascorsi settantasei anni dal voto referendario con cui il popolo italiano sceglieva la Repubblica, inaugurando, dopo l’avventura del fascismo e la tragedia bellica, una nuova pagina della nostra storia. L’Italia avrebbe poi, con la Carta costituzionale, edificato un riferimento sicuro su cui realizzare una nuova comunità, un programma esigente da attuare, all’insegna dei valori della pace e della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà sociale.
Oggi, mentre il Continente europeo è colpito dall’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina, la comunità nazionale, nella Festa della Repubblica, si raccoglie con orgoglio e convinta adesione intorno agli ideali che ne fondano l’identità e che costituiscono l’impegnativo orizzonte di quanti esercitano funzioni pubbliche.
Nei diversi contesti territoriali, nelle articolazioni della Repubblica, di fronte a sfide inedite e complesse, come quella dell’emergenza sanitaria e delle ripercussioni economiche e sociali delle crisi internazionali, gli amministratori locali e i pubblici funzionari sono chiamati a interpretare il proprio ruolo con accresciuto spirito di servizio e con l’obiettivo di offrire soluzioni tempestive ed efficaci.
Da ultimo, gli sforzi posti in essere in tutta la Penisola per accogliere i profughi provenienti dall’Ucraina sono stati l’esempio di un approccio coerente e virtuoso. Lo straordinario impegno del sistema di Protezione Civile, delle Prefetture, delle istituzioni regionali e locali e di tutte le componenti sociali coinvolte, testimonia il vissuto del popolo italiano e la concretezza dei valori costituzionali.
Nel trentennale del Trattato di Maastricht, che ha segnato un’importante tappa nel progetto europeo, siamo impegnati in un percorso che, con l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sta coinvolgendo in un processo di rinnovamento e sviluppo la società e le istituzioni.
Nel rinnovare a coloro che rivestono pubbliche responsabilità auguri di buon lavoro, con i sentimenti dell’apprezzamento della Repubblica per la loro azione, esprimo l’auspicio che la celebrazione del 2 giugno possa costituire per i cittadini una rinnovata occasione di riflessione sui valori costituzionali, ai quali ispirare il quotidiano contributo al servizio del Paese».
Viva l`Italia, Viva la Repubblica.



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