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Studio del centro storico, a tutela delle regole e della trasparenza
venerdì 6 agosto 2021
In relazione alle recenti esternazioni dell'associazione "Ingegneriarchitettiacesi", rispetto a quanto emerso dallo Studio del centro storico, l'ing. Carmelo Maria Maria Grasso, già vice sindaco ed assessore all'Urbanistica, ha inteso formulare alcune precisazioni miste a riflessioni che interessano l'alveo della legalità, alle quali fanno seguito le conclusioni del sindaco, ing. Stefano Alì. "Da professionista - osserva l'ing. Carmelo Maria Grasso - mi rammarica che nella nostra bellissima e contraddittoria Sicilia il maggior torto che può fare un amministratore è quello di operare. A quel punto arrivano attacchi di ogni genere a cui si agganciano coloro che vorrebbero sempre gestire, ma, se non possono farlo, almeno cercano di imbalsamare. Le stesse associazioni che, piuttosto di rilevare come Acireale abbia un Piano Regolatore concepito negli anni 80 ed adottato 20 anni fa o che i piani particolareggiati dal 1978 ad oggi non siano mai stati adottati, intervengono per contrastare atti di trasparenza urbanistica, ovviamente migliorabili, ma che finalmente mettono sul territorio regole e trasparenza. E cosa dire quando si attacca la mancanza di coinvolgimento? La risposta sta nei fatti: Acireale, prima città in Sicilia, ha adottato, dopo decenni, il nuovo Regolamento edilizio sulle linee guida del Regolamento tipo nazionale, atto scritto congiuntamente dallo staff del dirigente all’Urbanistica con tutti i rappresentanti degli Ordini professionali e delle associazioni di categoria, così come il Regolamento per la cessione volumetrica, entrambi successivamente adottati dal Consiglio comunale. Ed anche lo Studio del centro storico prima di essere trasmesso agli organi istituzionalmente preposti per la valutazione è stato oggetto di un incontro tenutosi lo scorso 15 ottobre 2020, cui erano stati invitati ed hanno partecipato le associazioni di categoria. Sorprende come adesso venga contestato l’adempimento ad una legge, la L.R.S. 13/2015, le cui finalità sono proprio quella di favorire la tutela, la valorizzazione e rivitalizzazione economica e sociale del centro storico. L’abbandono e il degrado dei centri storici sono drammi delle nostre città e la norma si prefigge di incentivare la rigenerazione urbana (art. 1) stimolando la riqualificazione dell'esistente contrapponendosi al consumo di suolo determinato dalle nuove costruzioni. A garanzia della tutela sullo Studio hanno espresso parere, dopo una valutazione minuziosa e dettagliata, la Soprintendenza ed il Genio civile che, successivamente, si dovranno esprimere dettagliatamente sui singoli progetti. Imbalsamare i centri storici vuol dire condannarli all’abbandono e al degrado, ma - peggio ancora - vuol dire non preoccuparsi della sicurezza dei cittadini in una zona che presenta un rischio sismico elevatissimo. Liquidare con poche righe anni di studi e attività progettuali basandosi su aride percentuali che non dicono alcunché dal punto di vista qualitativo è un'attività che non intendo commentare, in quanto la risposta viene dal rigore e dalla qualità dello studio dei 18 centri storici del territorio di Acireale. Non demolizioni, ma riqualificazioni sotto la stretta vigilanza degli organismi competenti; no degrado e pericolo, ma sicurezza sismica; no edifici energivori, ma costruzioni green. Questi sono gli obiettivi dell'Amministrazione che ha predisposto uno studio finalizzato proprio alla tutela dei centri storici. Entrando nello specifico, la demolizione e la ricostruzione possono avvenire solo per gli immobili non qualificati, sempre che vengano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planovolumetriche e tipologie dell'edificio preesistente e non siano previsti incrementi di volume. Inoltre, è espressamente previsto dalla norma che l'edificio ricostruito abbia qualità architettonica, dimensioni, caratteri cromatici, compositivi e tipologici coerenti con il contesto. E, infine, gli interventi saranno sempre soggetti a parere della Soprintendenza, come tra l’altro è rimarcato nei verbali di approvazione. Sussistono, pertanto, tutte le misure di salvaguardia per non alterare il contesto architettonico dei centri storici. Questa Amministrazione, appare chiaro, apprezza il dibattito e il confronto, ma, dopo decenni di ritardi negli adempimenti urbanistici che hanno favorito lo scempio del territorio, occorre accelerare, perché fermarsi vorrebbe dire procedere in continuità. La Legge regionale 13/15 prevedeva la redazione dello studio di dettaglio entro 240 giorni dalla sua entrata in vigore. Studio che solo adesso è stato portato a termine nei modi e termini e con i pareri previsti dalla legge. Concludo confermando apprezzamento per la qualità della consulenza fornita dal Dipartimento di Ingegneria civile, ma pari apprezzamento esprimo al dirigente dell’Urbanistica, ing. Andrea Giudice, ed al suo staff che, nel rispetto delle norme che non consentono attività di progettazione ai dipartimenti universitari, ha progettato a costo zero per l’Amministrazione uno studio improntato sulla trasparenza e sulla qualità". Il sindaco, ing. Stefano Alì, ha aggiunto che: "Gli atti dell'Amministrazione che mi onoro guidare sono stati sempre improntati alla massima trasparenza. Alla delibera di Giunta sulla quale era possibile proporre osservazioni erano allegati gli "shapefile" che consentono di gestire in totale autonomia ed in maniera nativa, cioè con le stesse modalità con cui operano gli uffici. Mai fatto nel passato in cui venivano offerti "webgis" che permettono di navigare ed interrogare le banche dati in maniera puntuale. Noi, invece, rendevamo disponibili a tutti, oltre alle informazioni cartografiche, anche gli attributi collegati agli edifici che portano alla individuazione della tipologia di intervento, previsti dalla Legge 13/2015. Mettendo, dunque, privati ed associazioni nelle condizioni di verificare sia singoli immobili che gruppi di immobili. Sulla base delle informazioni messe a disposizione, chiunque avrebbe potuto presentare osservazioni precise, che sarebbero state prese in esame. Invece, come sfortunatamente accade ad Acireale, la strada scelta è stata quella di cercare di bloccare tutto, perché non tutti, purtroppo, apprezzano i contesti pienamente regolamentati".