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Rifiuti, Acireale protagonista nella "differenziata": costruito in 2 anni il successo certificato dall'ISPRA
lunedì 4 gennaio 2021
I dati a consuntivo del 2019 relativi alla raccolta differenziata sono di gran lunga migliori rispetto a quelli riferibili al 2018, anche per i maggiori ricavi legati alla raccolta medesima. Non sfugge, infatti, come dalla data di insediamento dell’Amministrazione Alì si sia registrata una crescita esponenziale rispetto agli anni antecedenti al 2018 sul fronte della raccolta differenziata, testimoniata dai dati forniti dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Numeri che sottolineano l’efficacia dell’azione condotta dall’Amministrazione comunale in carica dalla metà del 2018 ad oggi, capace di elevare la percentuale della “differenziata” dal 23,34 % del 2017 sino al 51,92 % rilevato al 31 dicembre 2018 per raggiungere, poi, il 63,41 % nel 2019. Alla luce di tali dati è ragionevole ipotizzare una proiezione per il 2020 che possa confermare tali percentuali. Le città siciliane con popolazione maggiore a 50mila abitanti che possono esibire risultati simili o lievemente superiori si contano sulle dita di una mano e Acireale, ovviamente, con l’invidiabile 63,41 %, è tra queste, protagonista in un paio di anni di una risalita nella speciale classifica ristretta che annovera soltanto due capoluoghi, Agrigento e Ragusa, rispettivamente con il 68,89 % e il 68,49 %. Legittima, dunque, appare la soddisfazione dell’assessore all’Ambiente, dott. Daniele La Rosa, il quale si è espresso così: “I dati esposti dall’ISPRA ci premiano e, al tempo, ci stimolano a fare ancora meglio, consapevoli di avere messo in atto tutte le misure necessarie per far sì che davvero Acireale possa recitare, come sta avvenendo, un ruolo di primo piano tra le città virtuose. Questi risultati, è chiaro, non sono frutto del caso, ma di un impegno corale che vede diuturnamente in prima linea tutti gli addetti ai lavori, capaci di interpretare la filosofia dell’Amministrazione Alì in un contesto che merita la giusta attenzione, senza annunci roboanti e all’insegna di un sano pragmatismo, strumenti che sono serviti per cogliere i dati recenti, circoscritti e riferibili all’intensa attività condotta durante il biennio più recente”. Dal punto di vista riepilogativo appare utile prendere in esame i ricavi netti collegati a quanto corrisposto al Comune dal Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) che, poi, ha determinato il successo dell’azione condotta da questa Amministrazione. Il 2018 si è chiuso con una perdita di 3.661,74 euro, ma già nel 2019 è scomparso il segno “meno” dalle apposite tabelle e l’inversione di tendenza ha fatto sì che i ricavi lievitassero a ben 311.638,18 euro con una proiezione al 2020 pari a 490.445,86 euro. E, a proposito dell’anno che si è appena concluso, vale la pena di rilevare le innovazioni introdotte dal nuovo Piano economico finanziario (PEF)-TARI, segnatamente le novità di assoluto rilievo nell’ambito della programmazione del servizio di gestione integrato dei rifiuti. Si tratta del primo PEF predisposto secondo le regole di recente introdotte dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) attraverso il nuovo “Metodo tariffario di gestione dei rifiuti 2018-2021” (MTR), approvato dalla stessa Autorità di Governo il 31 ottobre del 2019. Nello stilare il medesimo Piano, inoltre, si è dovuto tenere conto dell’intervento della Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti (SRR), preposta all’asseveramento del nuovo PEF, destinato, successivamente, all’approvazione del Consiglio comunale per ricevere, infine, la definitiva validazione da parte dell’ARERA. L’innovazione di maggiore rilievo è quella che impone di redigere il PEF inserendo, al posto dei corrispettivi dovuti ai gestori affidatari, i costi operativi e di capitale sostenuti da questi ultimi e desunti dai rispettivi bilanci, comprese eventuali perdite di esercizio patite dagli stesi gestori, ai quali vengono, poi, applicati determinati correttivi, in base al perseguimento di obiettivi qualitativi. Questa prescrizione fa sì che il Piano, a differenza di quanto avveniva sino al 2019, venga redatto dal Comune soltanto per alcuni aspetti. E, a seguito dell’innovazione imposta dalle nuove norme, il PEF del 2020 presenta una differenza di costi pari a 654.947 euro rispetto a quello sviluppato per il 2019. Tale eccedenza, comunque, non produrrà alcun effetto sulle tariffe TARI relative al 2020, rimaste fissate agli stessi importi deliberati per il 2019. E, tra l’altro, non è detto che tale innovazione debba condurre, necessariamente, ad un aumento delle tariffe. In ogni caso, l’Amministrazione comunale non lascerà alcunché di intentato pur di contenere o evitare eventuali maggiorazioni che dovessero scaturire dal nuovo sistema di calcolo. “Determinante, in tal senso, risulterà anche lo scrupolo sempre maggiore nella corretta differenziazione dei rifiuti – ha precisato l’assessore La Rosa – condotta indispensabile per favorire le auspicate riduzioni tariffarie”.

I dati indicati nella nota superiore possono essere consultati attraverso il link che segue:

https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=detComune&aa=2019&regidb=19&nomereg=Sicilia&providb=087&nomeprov=Catania&regid=19087004&nomecom=Acireale&cerca=cerca&&p=1