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Comunicato
"Cable Park", vietato fare confusione
venerdì 27 novembre 2020
Abbiamo ascoltato con attenzione le parole pronunciate dall’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, in relazione alla vicenda “Cable Park” e non riteniamo che il medesimo abbia inteso smentirci, tenuto conto che mai questa Amministrazione ha affermato che lui stesso abbia convocato una conferenza di servizi, per il semplice fatto che, secondo quelle che sono le cognizioni in nostro possesso (ma potremmo pure sbagliarci), lui non avrebbe titolo a farlo, non essendo il soggetto decisore. Piuttosto, come è noto e testimoniato dalla nota ufficiale del 28 luglio scorso, a firma dello stesso assessore Messina, abbiamo raccolto un invito a discutere della vicenda e a riguardo abbiamo chiesto che ciò avvenisse in maniera separata rispetto alla ditta richiedente. Per questa ragione, si era convenuto, al termine dell’incontro, di aggiornarci ad una successiva riunione congiunta, che mai avrebbe avuto la “dignità” di conferenza dei servizi, non appena l’assessore Messina, avrebbe trovato una sintesi tra le due posizioni ascoltate in momenti differenti. Noi rappresentiamo un ente pubblico e non possiamo lasciarci condizionare da suggestioni di sorta, meno che mai quando queste provengano da sollecitazioni che possano condurre, anche lontanamente, verso violazioni di legge. Né ci appassiona la corsa a rilasciare patenti di “imprenditori per bene e hanno a cuore la Sicilia”, per il semplice fatto che, in linea di principio e sino a prova contraria, tutti coloro con i quali interloquiamo sono persone per bene, dal più umile cittadino alla azienda più altisonante. Sotto questo aspetto, ci corre l’obbligo di ribadire che l’azione di questo Comune, tanto sul caso relativo al “Cable Park” che altri analoghi e di ogni genere, non potrà che viaggiare sui binari della legalità e della scrupolosa osservazione delle norme in vigore. Chi dovesse discostarsi da tale principio se ne assumerebbe le responsabilità. Il resto, per quanto ci riguarda, appartiene al patrimonio immateriale delle chiacchere e non ci riferiamo, ovviamente, all’assessore Messina, ma a quanti, seppur in numero irrilevante, ritengono che si possa dirimere la questione sui “social” piuttosto che affrontarle e produrre idonee documentazioni nelle sedi competenti, in linea con quanto viene richiesto, anche dal punto di vista dei tempi imposti. E in questo momento, come è noto, l’organismo deputato a definire la vicenda è la magistratura amministrativa, nella fattispecie il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga). Non rientra, quindi, nella sfera decisionale di altri soggetti, né – tantomeno – l’assessore regionale al Turismo, il quale non merita certamente di essere strumentalizzato per avere espresso alcuni concetti in maniera non sufficientemente chiara in un contesto, quello dei “social”, che non si addice di certo ad un ruolo istituzionale, allorquando si affronta una questione che è materia esclusivamente della magistratura.