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giovedì 19 novembre 2009
PRECARIATO: LA GIUNTA COMUNALE FA RICORSO AL TAR
La Giunta Municipale ha deliberato questa mattina il ricorso al Giudice amministrativo territoriale avverso la nota (direttiva presidenziale) della Presidenza della Regione Siciliana – Assessorato al Bilancio e Finanze – dipartimento Bilancio e Tesoro – Ragioneria generale – Servizio 4 Bilancio -, al fine di chiedere, previo sospensiva, l’annullamento o la disapplicazione del provvedimento amministrativo definito “Patto di stabilità interno per l’anno 2009, nota della presidenza della Regione prot. N. 59115/D01”. Nella nota della Regione si sostanzia la modifica delle regole poste ai comuni siciliani dalla medesima Regione a presidio del Patto di stabilità interno, secondo quanto invece disposto dalla Legge regionale 14 maggio 2009. Nel ricorso al Giudice amministrativo, la Giunta fa riferimento anche alla delibera sindacale del 5 novembre scorso e alla deliberazione del Consiglio comunale del 12 novembre n.97, quest’ultima approvativa di una mozione con cui si chiede al sindaco del Comune di Acireale di impugnare nelle competenti sedi i provvedimenti contrastanti.
In base ai riferimenti normativi citati nella delibera approvata oggi “secondo la gerarchia delle Fonti giuridiche ad una prima valutazione, la Direttiva presidenziale nota prot. N 59115/D01 del 29 ottobre scorso è viziata da illegittimità perché rende inapplicabile l’art. 8 della Legge regionale 14 maggio n. 6 (legge Finanziaria) e dispone, in maniera retroattiva e per tutto l’anno 2009, l’applicazione delle disposizioni statali in tema di Patto di stabilità, sul presupposto erroneo che la Regione non avrebbe stipulato con lo Stato alcuna intesa ai sensi dell’art. 77 ter comma 6 della legge 6 agosto n. 133. La fattispecie connessa all’accordo macroeconomico –Stato/Regione a statuto speciale – è sostanzialmente diversa da quella microeconomica che le regioni a statuto speciale sono chiamate a disciplinare all’interno del comparto regionale. Tra l’altro la Legge finanziaria regionale 2009 ha il valore e la forza di Legge formale con portata erga omnes e il comma 4 dell’art. 8 (a differenza del comma terzo) non è stato impugnato dal Commissario dello Stato e mai ha subito abrogazioni o statuizioni di incostituzionalità. Per queste ragioni, la nota presidenziale deve essere impugnata innanzi al Giudice amministrativo, atteso che dalla sua applicazione deriverebbe gravissimo nocumento finanziario al Comune di Acireale e a gran parte dei comuni siciliani, con la possibilità di richiedere a titolo incidentale la verifica di costituzionalità della normativa interna che di fatto contrasta con la regolamentazione europea in materia di Patto di stabilità e crescita da un lato, e interno dall’altro lato”.
Il sindaco Nino Garozzo, così commenta la delibera odierna:
“Siamo giunti nella determinazione di impugnare l’atto regionale con cui ci viene imposto per il 2009 la violazione del Patto di stabilità, con ovvie conseguenze per i prossimi anni, sia per dare prospettive ai nostri collaboratori a tempo determinato, sia per salvaguardare gli equilibri di Bilancio e scongiurare sanzioni ai comuni in caso di violazione del Patto. Per raggiunger questi obiettivi il Comune di Acireale si sta muovendo su più fronti. Su quello giudiziario, impugnando la direttiva presidenziale, giunta ad esercizio finanziario ormai consumato, non quale atto ostile nei confronti della Regione siciliana, ma anzi quale atto di difesa della legislazione regionale che nel maggio scorso stabilì la deroga al Patto di stabilità. Proprio perché il nostro ricorso non è ostile alla Regione, chiediamo alla Regione stessa di costituirsi e sostenere le ragioni della Regione Siciliana, così come invitiamo i comuni a fare altrettanto se valuteranno, come noi, che ci sono gli estremi sia per il danno grave e irreparabile sia per la fondatezza del ricorso. Tutto questo rappresenta una strada, non l’unica, stiamo seguendo anche le iniziative della Regione con lo Stato, per un accordo Stato/Regione, le iniziative dell’Anci Sicilia che proprio questo pomeriggio si riunisce per la trattazione del tema e lo facciamo in collaborazione con tutti coloro i quali hanno a cuore la sorte della contabilità dei comuni ma anche di tante famiglie che legittimamente aspettano risposte e rassicurazioni. In tal senso, ci stiamo muovendo di concerto con i parlamentari regionali e nazionali in una azione comune, in clima di assoluta collaborazione. Aspetteremo in questi giorni il maturare degli eventi e, la prossima settimana, assieme all’on. D’Agostino e ad altri che vorranno partecipare, organizzeremo una riunione con i dipendenti a tempo determinato per informarli sullo stato delle procedure e delle prospettive. E’ necessario che i comuni e tra questi anche Acireale, in futuro possano muovesi solo con atti certi, affidabili e che non lascino scoperti profili di illegittimità. I nostri collaboratori a tempo determinato debbono poter contare sul fatto che si stiamo facendo ogni sforzo, non trascurando nulla, perché i loro bisogni e le loro aspettative sono anche le nostre. Ecco perché piuttosto che alimentare polemiche, intendiamo agire con tutti coloro i quali insieme a noi – deputati, amministratori, Regione – vorranno muoversi per un risultato da noi tutti auspicato e che risponde al diritto al mantenimento del posto di lavoro, ai principi di parità di trattamento tra tutti i precari della Regione e anche, se consentite, di giustizia sociale”.