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lunedì 16 novembre 2009
Nota del sindaco Garozzo su precari e patto di stabilità
“Quando le questioni serie e che creano allarme in molte famiglie vengono utilizzate ad arte nella logica delle appartenenze c’è il rischio di creare confusione e rimanere lontani dalla verità e dalle fonti normative. Le malizie non giovano a nessuno. Le questioni di cui discutiamo nulla hanno a che vedere con le carenze di Bilancio del Comune che, visto il personale a tempo indeterminato e la relativa spesa caricata sul Bilancio, nulla avrebbe potuto fare in termini di patto di stabilità. Di fatto risulta che non abbiamo fatto assunzioni né fatto concorsi o impiegato le risorse con consulenti o esperti. Risulta chiarissimo, a saper ben leggere quanto disposto dalla Finanziaria nazionale, al Comma 6 dell’Art. 77 Ter, seconda parte (perché nella prima la Finanziaria si occupa del patto di stabilità delle Regioni) dove si scrive: per gli enti locali dei rispettivi territori provvedono alle finalità correlate al patto di stabilità interno le regioni a statuto speciale, esercitando le competenze ad esse attribuite dagli statuti di autonomia e dalle norme di attuazione. Qualora le regioni a statuto speciale non provvedono, si applicano agli enti locali dei rispettivi territori le disposizioni previste per gli altri enti locali. Pertanto, nessun accordo tra Regione o Ministero, ma semplicemente la regione a statuto speciale, cioè la Sicilia, doveva provvedere (e può provvedere) per gli enti locali. Altro discorso per il patto di stabilità interno della Regione in cui è previsto sì l’accordo Stato-Regione. Tornando al primo caso, la Regione ha legiferato, seppure con grave ritardo e non è vero che la norma non sia chiara. Si scrive infatti: le somme previste nei bilanci degli enti locali finalizzata al finanziamento delle misure di stabilizzazione degli ex lavoratori socialmente utili, non sono considerate tra le spese correnti soggette al vincolo del patto di stabilità e al fine della determinazione della base di calcolo delle spese del personale (legge regionale 6 del 14-5-09). Pertanto è la stessa regione con norma che stabilisce e provvede in favore dei comuni, seppur con notevole ritardo, aggiungendo nelle disposizioni transitorie che tale norma si applica a partire dall’1 gennaio 2009. Quindi, evitando demagogie e notizie infondate, chi doveva provvedere era la Regione, lo ha fatto in ritardo e ritenuto colpevolmente in ritardo dalla Corte dei Conti. Abbiamo attivato l’Anci e il suo Presidente così come riportato dalla stampa, in quanto il problema non riguarda solo il Comune di acireale, ma moltissimi comuni isolani. Ancor di più, a differenza della Regione che si è arresa ad un proprio atto che non intende difendere, noi impugneremo non solo il provvedimento sbagliato anche in diritto del presidente Lombardo e dell’assessore Di Mauro, ma impugneremo l’atto anche al fine di sostenere la legittimità della legge regionale. Quindi con chiarezza ribadiamo: la regione a statuto speciale secondo legge provvede entro il 31 dicembre direttamente per gli enti locali, l’accordo tra Stato e regione va fatto sì ma per il patto di stabilità della Regione stessa. Senza polemiche, ma anzi in aiuto alle iniziative che la Regione vorrà intraprendere, sollecitiamo la regione a provvedere senza ulteriori lungaggini anche in accordo con il competente Ministero se necessario.
Solo senza furbizie e con un corale impegno in favore dei nostri collaboratori si potrà ottenere il risultato sperato. Non possiamo arrenderci, troppe famiglie fanno affidamento su un’azione forte e incisiva ad ogni livello”.