News
Indietro
SubHeader
News
sabato 6 dicembre 2008
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA IL NUOVO STEMMA DELLA CITTA'
News
Il Consiglio comunale di Acireale, in seduta straordinaria e innanzi ad una rappresentanza studentesca, ha approvato alle 11,43 all’unanimità di oggi il nuovo stemma della Città. Contestualmente sono stati approvati il nuovo Gonfalone e la nuova Bandiera. La Commissione tecnica che ha dibattuto sullo stemma era formata dal presidente del Consiglio Fabrizio Busà, dall'assessore Nives Leonardi, da Maria Concetta Gravano, Pippo Contarino, Matteo Donato, Felice Saporita, Aldo Scaccianoce, Giuseppe Grasso Leanza, Pinella Musumeci, Antonio Pagano, Vicenzo Costanzo, dai presidenti dei club service Rotary, Kiwanis, Lions, Fidapa.
Il presidente Fabrizio Busà ha aperto la seduta dicendo tra l'altro: "Quello odierno è il traguardo di un percorso lungo e travagliato, di un dibattito anche acceso. Un momento che unisce una intera città".
Il sindaco Nino Garozzo ha ricordato che “pochi giorni dopo l'insediamento della Giunta e su suggerimento del capo del Cerimoniale del Comune, Maurizio Massimino, l'Amministrazione Comunale avviò le procedure per il riconoscimento del titolo di Città al Presidente della Repubblica”.
Ed il decreto presidenziale, visto i presupposti, fu firmato il 30 novembre 2005 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
“A quel punto - prosegue il sindaco - fu nominata una Commissione col compito sì di disegnare il nuovo stemma ma anche perchè ripercorresse, proprio attraverso i contenuti araldici, la storia della Città”. Il sindaco Nino Garozzo ha invitato le scuole, in questi mesi che separano dalla approvazione definitiva da parte della Presidenza della Repubblica (a cui il nuovo stemma viene inviato per la vidimazione definitiva), a studiare i tanti simboli racchiusi nello stemma, per cogliere l’occasione di ripercorrere attraverso i segni araldici la storia della Città. “Con quest’atto finalmente ci riappropriamo di un titolo che la storia ci aveva consegnato e che era andato perduto negli anni Trenta che ci colloca, legittimante, tra le città insigni per storia, cultura, monumenti ed importanza”.
In sintesi lo stemma è stato “spiegato” in aula Consiliare dalla dottoressa Maria Concetta Gravano.
Nel dibattito consiliare sono poi intervenuti i presidenti delle commissioni V e I che hanno seguito il percorso dello stemma, Sebastiano Di Mauro e Giuseppe Calì, e i consiglieri Gigi Bonaventura, Saro Raneri, Nando Ardita, Alfio Di Grazia, Paolo Raciti, Giuseppe Musmeci, Salvatore Maccarrone. “Realizzeremo con l’associazionismo locale e con i club service della Città stemma, gonfalone e bandiera e dedicheremo una giornata di festa” ha chiuso il sindaco ringraziando anche l’allora prefetto di Catania, Anna Maria Cancellieri Peluso che perorò al Ministero dell’interno la causa del titolo di Città di Acireale.
“Si tratta di un momento storico per la nostra Acireale. Dallo stemma la forza per le nuove generazioni per proseguire nel percorso culturale e di crescita di cui la nostra città è stata sempre all’avanguardia” commenta l’assessore alla Cultura, Nives Leonardi.

Relazione sullo stemma della città di Acireale

Con il riconoscimento formale del Titolo di Città ad Acireale, alla necessità di realizzare il nuovo gonfalone e la bandiera, con la corona e ricami in oro, si è aggiunta quella , più significativa, di ripristinare nello stemma di Acireale quelle figure che appartengono alla nostra tradizione storica, correggendo le imprecisioni contenute nell’attuale stemma, riconosciuto con decreto del 1936, dove il castello è rappresentato come una torre.
L’individuazione delle figure fondamentali dello stemma dell’antica e più vasta università di Aci ( col termine “universitas” si indicava l’insieme degli abitanti di un territorio, rappresentati dal governo locale, che godevano di usi e diritti sulle terre comuni) è testimoniata a partire dalla fine del XV secolo .
E’ proprio nei primi sigilli dell’Università di Aci che ricorrono le figure salienti dello stemma cittadino. Così nel sigillo apposto ad un documento del 1592 compaiono : i tre Faraglioni uscenti dal mare e il Castello con tre torri merlate.
Il Castello di origine bizantina, concesso nel 1092 dal conte Ruggero al vescovo abate Angerio insieme al suo territorio , divenne , grazie alla politica edificatoria castellare di Federico II , un importante baluardo del sistema difensivo del “ Regnum Siciliae”, e allo stesso tempo simbolo storico identificativo dell’antica Aci .
I Faraglioni appartengono ad un aspetto inconfondibile e unico del paesaggio naturale nel quale si inserisce il castello , area di interesse geologico e storico, ove era presente un insediamento greco romano , per alcuni storici Akis, e dove si svilupparono in epoca medievale gli insediamenti abitativi della contrada denominata Aquilia Vetere, che insisteva nella zona Reitana - Santa Venera al Pozzo- Capo Molini.
Le figure del Castello, con tre torri merlate, e dei tre Faraglioni uscenti dal mare, sono riconfermate nei sigilli successivi , mentre dopo il 1626 , anno della realizzazione del nuovo sigillo dell’Università, compaiono anche : il Leone coronato, presente nello stemma della Casa Reale di Spagna in Sicilia , la Bandiera reale , le iniziali A G .
Aci aveva già ottenuto la facoltà nel 1621 di sormontare il sigillo e lo stemma con la Corona regia, come già era stato concesso ad altre città demaniali di Sicilia (che in tutto erano 42), a testimoniare la sua appartenenza al demanio regio dal 1531, anno in cui si era riscattata dal dominio baronale.
Anselmo Grasso , nel suo “Compendio della Patria, Vita e Trionfi di S. Venera” pubblicato a Catania nel 1687 ,descriveva così lo stemma della città “nello scudo pendente dalla mano di Santa Venera espressate sono l’arme della città cioè le tre famose piramidi de’ Scogli Ciclopei nel mare e d’innanzi l’antichissimo Castello d’Aci nella cui sommità s’alza un Leone che con le zampe tiene impugnata la Real Bandiera”.
Lo stemma è riprodotto graficamente sul frontespizio e a carta 87 del Liber Rubeus Privilegiorum Civitatis Acis , iniziato nel 1632, ove però non appaiono nè il Leone, né le lettere A G, e nel Libro di Fodera Negra ,dove è presente la Bandiera crociata sostenuta dal Leone coronato.
Lo stemma completo in tutti i suoi elementi fu scolpito in marmo nel 1667 dall’artista messinese Placido Blandamente per essere collocato sul portale barocco della Cattedrale : compaiono sullo sfondo le lettere A G , che furono inserite nello stemma proprio quando si cercava di nobilitare le origini della città utilizzando il nesso poetico-letterario con la leggenda di Aci e Galatea.
Da allora lo stemma della città fu riproposto , oltre che negli atti ufficiali, nelle opere di pittori, scultori, argentieri,ecc...:
- Giacinto Platania (1612- 1691) inserisce lo stemma coronato in basso in un quadro raffigurante Santa Venera , nominata patrona della città nel 1651;
- lo stemma compare alla base del busto di Santa Venera che fu realizzato nel 1655;
- uno stemma con i Faraglioni, il Castello (rappresentato invero come una torre) col mastio merlato, la Bandiera rossa sostenuta dal Leone coronato, le iniziali A.G., sormonta una specchiera del XVIII secolo che faceva parte dell’arredo del Palazzo di Città e conservata adesso nella Pinacoteca Zelantea.
Nel corso dell’800 si diede luogo ad una raffigurazione diversa dello stemma, ma che conteneva sempre le figure fondamentali.
Dal lavoro di confronto e verifica portato avanti dai componenti della commissione di esperti all’uopo nominata e della V Commissione consiliare, il nuovo stemma viene sottoposto all’approvazione di questo consiglio comunale. Lo stemma porterà le seguenti figure e blasonatura, a rappresentare in maniera più esaustiva l’identità storica della città di Acireale:

Castello
Sormontato da tre torri , così come lo ritroviamo nella maggior parte degli stemmi ( della Cattedrale, del fercolo di S. Venera, ecc.) e su antichi sigilli.
Il castello triturrito è il simbolo araldico della dinastia Aragona/ Castiglia, testimonianza della dominazione spagnola nell’Isola, ed emblema di Aci quale città demaniale.
Esso è d’oro, merlato alla guelfa, aperto e finestrato di nero, con le torri anch’esse di oro, e finestrate di due di nero.
Il Castello si poggia su una rocca, basamento di roccia lavica, a ricordare non solo che esso è edificato su una rocca , ma anche le caratteristiche geologiche di tutto il territorio acese;

Faraglioni

Tre faraglioni smaltati di grigio al naturale, così come la rocca sui cui posa il castello, raffigurati in ordine decrescente.

Mare e Campo
Azzuro con onde fluttuose d’argento, separate dal “di cielo “del campo da identiche onde d’argento.

Blasonatura

Di cielo, al mare di azzurro fluttuoso d’argento sostenente a sinistra lo scoglio di grigio al naturale uscente dal fianco sinistro; esso scoglio sostenente il castello triturrito d’oro, la torre centrale più alta e più larga, esso castello, murato di nero, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre, esso castello, aperto di nero finestrato dello stesso, tre poste in fascia; le torri ognuna di due ordinate in palo; la torre centrale sostenente il leone d’oro uscente, linguato di rosso, coronato all’antica d’oro, tenente, con le zampe anteriori l’asta di nero munita del vessillo bifido e svolazzante a destra di rosso caricato dalla croce d’oro, esso castello accompagnato a destra da tre faraglioni fortemente cuspidati di grigio al naturale fondati sul mare; il tutto accompagnato nel cantone destro del capo dalle lettere maiuscole A e G d’oro. Ornamenti esteriori da città.